Io e Federico (Federico II), La Baracca

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Io e Federico (Federico II), La Baracca

Messaggio da Admin » 15/02/2017, 10:49

IO E FEDERICO
Dialogo con l'imperatore

Cosa succede se torna l'Imperatore? Quale? Ma quello più geniale e indomito, quello più scandaloso della storia occidentale, Federico II di Svevia, lo stupor mundi.

Cosa succede, che dice, che fa su un piccolo palco, lui che era abituato a grandi spazi, grandi castelli, lui che tentò di sfidare il mondo e di conquistare, senza colpo ferire, anche l'Oriente? Lui che, scomunicato, andò alle Crociate e vinse senza combattere; lui che riuscì a domare il mondo tedesco (chi l'avrebbe detto); lui che tedesco pose la sua corte a Palermo...
Federico torna fra noi, a dialogare con noi, di politica, di gloria, di amore. Vero e falso. Cattivo e spregiudicato. Senza pietà.

Recensione del Prof. Giuseppe Alberto Centauro:
"Io e Federico. Dialogo con l’Imperatore
E’ successo a La Baracca. Un grande Federico II, tutto ardore e incrollabile spirito si è materializzato sul palco evocato dall’autrice, genialmente camuffata nelle vesti di Arlecchino, quale moderno buffone di corte in grado di solleticare, dopo 800 anni, il ritorno dello “stupor mundi” a misurarsi con il futuro.
Senza corte, senza banchetti e, soprattutto, senza dame accondiscendenti, l’Imperatore non si è tuttavia negato o tirato indietro nell’incalzare delle provocazioni sottili dell’autrice, dimostrando tutta la sua inarrivabile personalità e un incommensurabile carisma anche al cospetto di un pubblico lasciato a bocca aperta, coinvolto come non mai nella pièce. Originalità, spavalderia, irriverenza per un poco politicamente corretto personaggio hanno fatto il resto. Tutti ipnotizzati dallo sguardo, dai gesti, dalla mimica incisiva e tagliente dell’imperatore che arguto, astuto, sempre profondamente umano come lo può essere un re senza paure. Le sue parole si sono manifestate con una forza d’urto senza pari lasciando tutti storditi di cotanta eloquenza. L’abilità dell’autrice / conduttrice della scena ha dipanato i nodi più tosti, abbattendo pian piano la riottosità del personaggio, sospettoso per indole e regalità, toccandone i tasti giusti per esaltare una sensibilità mai doma, cosicché l’istinto felino del Re (hic sunt leones) è entrato prepotentemente e con grande lucidità sui temi a lui cari, da noi, poveri e meschini ometti di oggi, non meno sentiti del potere politico, dello jus discrezionale “a tempo”, brandendo la spada della ragione di un’illuminata ragion di stato opposta al sotterfugio, alla manipolazione ideologica, alla dabbenaggine. Si è fatto storia, geografia e filosofia a La Baracca attraverso una mirabile narrazione e una duplice stupefacente interpretazione degli ideatori ed artefici della messa in scena. Tangibilmente reale il contesto, che ha reso possibile svelare la realtà velata dalla damnatio memoriae dell’uomo Federico e del grande politico della nobile casata Hohenstaufen, tanto da far apparire miserevole il nostro quotidiano speso o per meglio dire sospeso all’ombra di una democrazia falsata, quanto goffa e volatile come un qualsiasi derivato finanziario. Incalzato da Arlecchino, l’imperatore dichiara senza peli sulla lingua di avere apprezzato i giullari del libero pensiero, non senza però averli dopo la recita giustiziati per lesa maestà, di aver altresì rigettato come inutili omuncoli i leccapiedi di corte, sopravvissuti nella vana gloria di contare qualcosa ma, appunto per questo, lasciati campare. Se non fosse stato per il veleno che l’ha ucciso avremmo avuto ancora oggi un Federico II, magari in grado di elevare Prato, con il suo straordinario castello, al rango di capitale del nord Italia con buona pace della città del Giglio e della Roma papalina … troppo presto sei uscito di scena, caro Federico, anche se eri un tipo da evitare, pur tuttavia da ammirare per quell’incrollabile coraggio “da falconiere” e per il sogno di arte, poesia e ingegno che ha saputo coltivare e senza tentennamenti lasciarci in eredità.
Alla fine (perché tutto ha una fine) del breve sogno coltivato al tuo fianco per un sera ancora, abbiamo conosciuto meglio le verità del nostro passato che troppo assomigliano a quelle nascoste di oggi, sentendo intimamente una pulsione diversa a vivere la nostra esistenza perché la vita può essere vissuta solo coltivando un sogno, come tu hai saputo fare, battendosi perché infine questo possa realizzarsi".
Giuseppe Centauro

Commenti del pubblico:
"Spettacolo molto coinvolgente, grazie!" (Franco F.)
"Questo Federico sarà sempre secondo così come appare con la vostra grande bravura" (Carla C.).
"Molto interessante, adoro che siano portati in scena personaggi storici, specie dopo studio approfondito. Personalmente gradirei un Federico 2, Federico 3, per approfondire la sua importanza nella cultura italiana, sia nelle scienze eccetera. Complimenti". (Annalisa C.).
"Spettacolo molto bello, un testo profondo, sentito, sofferto. Un'interpretazione coinvolgente e leggera nello stesso tempo. Bravi. (Valentina C.).
"Complimenti ad entrambi! Spettacolo interessante e anche umoristico. Bravissimi." (Edoardo B.).
"Complimenti! Stupor mundi!" (Andrea B.).
"Carissimi, sono senza parole...un lavoro molto interessante! In realtà ne avrei di cose da dire...Geniale la messa in scena, il testo è molto bello, l'interpretazione magnifica, che bella idea!..." (Maura S.).
"Io e Federico" è uno spettacolo complesso e spiazzante, caratterizzato da molteplici livelli di lettura, e al tempo stessso 'leggero' e perfettamente fruibile...Maila Ermini e Gianfelice D'Accolti sono riusciti ancora una volta a sorprendermi. Felice di aver assistito allo splendido debutto di ieri". (Eloisa P.).
"...Mi è piaciuto molto, siete così bravi. E il testo così bello. Penso sempre che dovreste avere più mezzi per poter raggiungere più persone." (Raffaella L.).
"Bravi in questa interessante e ironica rappresentazione inedita di Federico II, a cui tutti dovrebbero assistere. Secondo me, imperdibile anche per le scuole". (Gabriella C.).
"Un personaggio complesso, tratteggiato con fenomenale originalità, ci fa riflettere su temi che sono attuali: la bontà, la malvagità di quelle meravigliose creature che sono gli uomini. Complimenti, grazie". (Graziano C.).
"Complimenti per aver portato in scena un personaggio così complesso e difficile come Federico II. Spettacolo molto adatto anche per la scuola". (Tiziano P.).
"Piacevole incontro con Federico. Maila e Gianfelice bravissimi. Spero che Federico torni ancora in Baracca. Maila, dagli la caccia!" (Piera).

Durata dello spettacolo: 70 minuti senza intervallo.

Teatro La Baracca
Via Virginia Frosini 8
Prato
Telefono 0574-812363
http://www.teatrolabaracca.com/

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