Teatro Blu, Teatro Ragazzi 2016-2017, (Varese)

(senza data)

Moderatore: Claudio

Regole del forum
1. Postare un solo evento per messaggio.
2. Un catalogo è considerata come un singolo evento.
3. Nel titolo indicare lo spettacolo e la compagnia.
4. Per i cataloghi, nel titolo, indicare l'anno.
Rispondi
Admin
Amministratore
Messaggi: 895
Iscritto il: 08/01/2010, 16:02

Teatro Blu, Teatro Ragazzi 2016-2017, (Varese)

Messaggio da Admin » 25/09/2016, 19:57

Teatro Blu
Teatro Ragazzi 2016-2017

Ci siamo costruiti un luogo di pace e di meditazione in cui il tempo sembra avere un altro ritmo, dove c’è ancora posto per il silenzio e dove l’incontro non è fugace. Si è così creato, nel tempo, un laboratorio attivo di ricerca nel quale attori, registi, drammaturghi, musicisti, ballerini, cantanti, scenografi e costumisti si confrontano su esperienze artistiche differenti, si scambiano linguaggi, stili, punti di vista e sguardi diversi; si contaminano per trovare modi espressivi originali e innovativi. Il potenziale di ognuno viene esplorato, messo a disposizione, studiato, rielaborato e infine condiviso attraverso una catena di contaminazioni reciproche.
E’ da questo processo evolutivo che emerge lo spettacolo.
Silvia Priori e Roberto Gerbolès

Oz – La Magia
DA UNO STUDIO SU “IL MERAVIGLIOSO MAGO DI OZ” DI L. FRANK BAUM
SPETTACOLO COMICO CLOWNESCO, MAGICO, SULL’EDUCAZIONE ALLA LETTURA
Con Stefano Beghi, Roberto Gerbolés, Walter Maconi e Arianna Rolandi
Testo e regia di Roberto Gerbolès
Scene di Teatro Blu
Costumi di Vittoria Papaleo
Musiche di Robert Gorick
Una bambina per punizione viene mandata in castigo dai suoi zii in una vecchia stanza della grande casa…. una stanza piena di libri, una biblioteca popolata da centinaia di vecchi testi e strani racconti. Nonostante la sua avversione alla lettura la bambina spinta dalla noia e dalla solitudine viene attratta da un libro. Appena apre le prime pagine alcuni personaggi ne escono magicamente e sembrano prendere vita. La bambina viene così catapultata magicamente nella storia popolata da svariati e inediti personaggi che la porteranno attraverso voli pindarici alla ricerca del Mago di Oz, il solo capace di farla ritornare nella sua casa. La bambina, in compagnia di tre particolari personaggi, Lattina, Leo e Pagliuzza, l’ uno in cerca di un cuore, l’ altro del coraggio e l’ ultimo del cervello, dovrà percorrere un labirinto pieno di tranelli, scale da scendere e da risalire, porte chiuse e incontri improbabili: farà così la conoscenza del guardiano della grande porta, di persone trasformate in alberi parlanti, di una strega accompagnata da un uomo trasformato in un cane e infine incontrerà il messaggero volante che le darà le istruzioni per continuare il suo viaggio…..
Dovrà superare una serie di prove e finalmente incontrerà il Mago di Oz che la ricondurrà a casa e farà riscoprire nei tre suoi amici il coraggio, la saggezza e l’ amore di cui erano alla ricerca.
Le pagine fluiscono rapidamente e la parola FINE giunge sotto i suoi occhi; la bambina, felice di aver vissuto un viaggio avventuroso che l’ ha trasportata in luoghi lontani e che le ha fatto incontrare tre nuovi amici, torna dai suoi zii portando con sé emozioni indimenticabili e importanti insegnamenti ma soprattutto il piacere della lettura.
Uno spettacolo ricco di sorprese, di cambi di scene e di personaggi fantastici, uno spettacolo per avvicinare i bambini alla lettura.

FOOD
Da uno studio su “CIBO E LIBERTA”
di Carlo Petrini – Slow Food
Uno spettacolo comico sul tema della corretta e sana alimentazione
in linea con EXPO 2015
6/11 ANNI
Con Stefano Beghi e Corinna Grandi
Testo e regia di Silvia Priori
Musiche di Robert Gorick
Costumi di Vittoria Papaleo
In scena due personaggi stravaganti che attraverso le loro gags comiche coinvolgeranno gli ascoltatori nella loro storia, una storia dedicata alla sana alimentazione. Se da un lato questi bizzarri eroi sembrano dare i numeri per la loro stravagante comicità, dall’ altro esprimono con precisione le cifre che accompagnano uno dei più gravi problemi dei nostri tempi: la globalizzazione agroalimentare. Maggy e Philippe attraverso la loro comicità vi spingeranno a porvi delle domande e a pensare ad un consumo critico e sostenibile.
Lo spettacolo esalta la missione di Slow Food che si contrappone alla standardizzazione del gusto, difende la necessità di informazione da parte dei consumatori, tutela le identità culturali legate alle tradizioni alimentari e gastronomiche, si impegna nella salvaguardia dei cibi, delle tecniche di trasformazione ereditate dalla tradizione, nella difesa della biodiversità delle specie coltivate e selvatiche. FOOD invita così gli ascoltatori a creare un rapporto corretto con il cibo nel rispetto dell’ ambiente rivendicando il piacere del cibo e della lentezza.
Maggy, impiegata alle poste, stanca della routine della metropoli londinese e del suo clima piovoso e freddo, convince il marito Philippe, commercialista, a partire per una vacanza in Italia. Una volta giunti sulle sponde del Mediterraneo Maggy è pervasa da una grande gioia: finalmente davanti ai suoi occhi si estende un grande campo affacciato sul mare. Philippe, costantemente alla ricerca di qualcosa da mangiare, nota con disappunto che in quel luogo desolato non c’ è nulla.
Maggy spiegherà a Philippe di aver venduto la loro casa di Londra e di aver acquistato quel campo in riva al mare. Philippe, tenuto all’ oscuro tutto, apprende la notizia e ne resta sconcertato. Vuole ritornare a Londra ma Maggy cerca in tutti i modi di convincerlo a restare mostrando i lati positivi e salutari di questo cambio di vita. Cercherà in tutti modi di trasmettergli il suo amore per la terra, per il cibo sano, per i ritmi pacati della natura, gli parlerà del suo desiderio di avere una grande famiglia e di mettere radici. Il sogno di Maggy sembra essere finalmente realizzato: una piccola casetta circondata da tanta terra da coltivare. Entusiasta coinvolge Philippe nel suo immaginario e lo trasporta nel turbinio di voli pindarici, prima su un trattore improvvisato ad arare la terra, poi a seminarla e a piantare frutta e di verdura. Philippe è un bravo lavoratore forse un po’ pigro ma soprattutto ama la buona cucina mentre Maggy è una cuoca eccellente attenta alla genuinità di ogni ingrediente.
Maggy ci insegnerà a classificare gli alimenti e a conoscerli per le loro caratteristiche nutrizionali, ci parlerà di terra, di semi e di biodiversità, contrapponendo il Fast Food, tanto amato da Philippe, allo Slow Food.

ALLEGRIA – PINOCCHIO
DA UNO STUDIO SU “PINOCCHIO” DI COLLODI
SPETTACOLO COMICO D’ATTORE, MIMO CLOWN SULLE TAPPE DELLA CRESCITA
Con: Roberto Gerbolés e Massimo Zatta
Testo e regia: Silvia Priori
Scene: Teatro Blu
Costumi: Primavera Ferrari
Un favola universale che travalica i confini del tempo e dello spazio; una bellissima storia ricca di densi significati e di valori profondi che Teatro Blu ha messo in scena utilizzando le tecniche legate alla comicità del teatro d’ attore ed al virtuosismo del mimo clown. Sulla scena lo spettatore assisterà ad un dipanarsi di immagini suggestive, di momenti esilaranti in cui il riso si mescola alla poesia.
E’ mezzogiorno, suona la campana e la scuola, nell’ eco di urla e risa, rimane improvvisamente spazio vuoto. Due bidelli, un poco stralunati, nel tentativo di fare pulizia si lasciano avvolgere dalle trame del gioco. Si travestono e si trasformano raccontando la storia di un burattino, Pinocchio.
E’ mezzogiorno, suona la campana e la scuola, nell’ eco di urla e risa, rimane improvvisamente spazio vuoto. Il deserto e il disordine sono i testimoni di una mattina come tante ce ne sono.
Due bidelli, un poco stralunati, nel tentativo di fare pulizia e ripristinare un po’ d’ ordine, si lasciano a poco a poco avvolgere dalle trame del gioco. Si travestono e si trasformano, si dimenticano e si ritrovano e raccontano. Raccontano la storia di un burattino, Pinocchio. Un Pinocchio un po’ allegro e un po’ triste, un po’ curioso e un po’ annoiato, qualche volta diffidente e spesso credulone, furbo e ingenuo, attento e svogliato …… un po’ e un po’, tutto e il contrario di tutto. Allegria è un vortice misterioso, una strana miscela di sensazioni, un pulcino che esce da un uovo, un incontro, il desiderare un albero carico di zecchini d’ oro, il gioco delle marionette , il paese dei balocchi. I due bidelli si perdono nel vortice, cavalcano le trame di una storia e poi………. Suona la campanella! E’ l’ ora del rientro. Allegria!

LA BELLA E LA BESTIA
DA UNO STUDIO SU “LA BELLA E LA BESTIA” DI MADAME LE PRINCE DE BEAUMONT
SPETTACOLO COMICO DI NARRAZIONE
Con Arianna Rolandi
Testo e Regia di Silvia Priori
Musiche: Robert Gorick
Costumi: Vittoria Papaleo
Scene: Teatro Blu
Con questo spettacolo prosegue il lavoro di ricerca di Teatro Blu sul tema della diversità, mettendone in luce i suoi vari aspetti e i suoi significati nascosti, attraverso il magico mondo del teatro di narrazione. Questa tematica, di grande attualità, viene affrontata con poesia e proposta ai bambini in modo delicato trasmettendo il forte messaggio di accettazione, conoscenza e crescita che nasce dall’incontro con chi è diverso da noi. Lo spettacolo coinvolgere il pubblico attraverso la narrazione della storia, i suoi diversi personaggi, la danza e il canto. Un mercante, padre di tre figlie, di ritorno da uno sfortunato viaggio d’affari si smarrisce nel bosco a causa di una bufera. Trova rifugio nel palazzo della Bestia, un essere metà uomo e metà belva. Qui cerca di rubare una rosa per mantenere la promessa fatta alla più piccola delle figlie, Bella, ma per questo suo gesto la Bestia lo minaccia di morte. L’unica possibilità di salvezza è che una delle sue figlie decida di vivere con questo mostro spaventoso nel castello. Sarà Bella ad accettare il sacrificio e a recarsi al palazzo. E quello che sembrava essere un destino segnato dalla sfortuna si trasformerà invece in un’insperata e inattesa fortuna. Questa antica fiaba francese scritta da Madame Le Prince de Beaumont è stata liberamente adattata per un teatro di narrazione rivolto ai bambini; basata sulla semplicità delle fiabe popolari riproponiamo, in questa produzione, una storia classica e conosciuta nella cultura occidentale in una versione innovativa e poetica.

DUDU’ NELLA PREISTORIA
SPETTACOLO COMICO DI MIMO CLOWN e FIGURA SULL’EVOLUZIONE DELL’UOMO
Con Shinya Murayama
Testo e regia: Silvia Priori
Musiche di Robert Gorick
E’ la storia di un bambino che nasce e vive nella preistoria e che come ogni bambino di oggi ride, gioca, piange e si dispera e lo fa in compagnia di un pupazzo che costruisce con cio’ che trova in natura.Lo spettacolo propone una divertente rivisitazione delle tappe evolutive dell’uomo, dal big bang , alla nascita della vita sulla terra, sino ad arrivare all’ uomo nella preistoria con le sue scoperte viste dalla prospettiva paradossale, fanciullesca e comica del clown. Dudù è un bambino della preistoria che ci accompagnerà in un tempo lontano e ci farà vivere una sua giornata come tante ce ne sono. Insieme scopriremo dove dorme, cosa mangia, con chi vive, i suoi giochi e le sue piccole e grandi scoperte. Una bellissima storia ricca di densi significati e di valori profondi che Teatro Blu ha messo in scena utilizzando le tecniche legate alla comicità del teatro e al virtuosismo del mimo clown.I piccoli spettatori assisteranno ad un dipanarsi di immagini suggestive, di momenti esilaranti in cui il riso si mescola alla poesia.
Una storia delicata che basa la sua poesia e la sua comicità su una serie di gags comiche e numeri tecnici che coinvolgeranno il pubblico. Uno spettacolo in cui il teatro di strada si mescola con le arti circensi, il mimo con il clown, il reale con il surreale, la poesia con la magia.
Dudù ci accompagna in un mondo fatto di pietre e di caverne, di pesci e dinosauri, di paura e di festa, un mondo a volte crudele a volte surreale dove succede di tutto. Uno spettacolo fantasioso e ricco di comicita’.

PETER PAN
DA UNO STUDIO SU “PETER PAN” DI J. M. BARRIE
E “CAPITAN HOOK” DI S. SPIELBERG
SPETTACOLO COMICO E POETICO
Con Arianna Rolandi e Walter Maconi
Testo e regia di Silvia Priori
Musiche di Robert Gorick
Costumi di Primavera Ferrari
Un uomo d’ affari, di nome PETER, è impegnato nella sua piccola scalata sociale.
Si sveglia la mattina di buon ora, si lava, si veste, fa colazione, corre in ufficio dove trascorre la sua giornata a ritmo accelerato fra telefonate, riunioni, corse da un piano all’ altro, calcoli, responsabilità, riepiloghi, e mille altre faccende. La sera è così stanco che non riesce a prendere sonno…..e la sveglia suona inesorabilmente ogni mattina alla stessa ora. Durante la giornata ripetitiva e il susseguirsi sempre uguale delle azioni, interviene TRILLY una bambina un po’ magica, che cerca di richiamare l’ uomo d’ affari, di fermarlo, e di toglierlo dal vortice in cui si è, suo malgrado, catapultato. Ma l’ uomo non la vuole ascoltare, la sua presenza lo infastidisce.
Trilly vuole aiutare Peter, gli corre intorno, grida, lo abbraccia, salta, balla per lui, ma nessuna distrazione lo distoglie dal suo automatismo ormai patologico. Trilly non lo riconosce più e decide di andarsene, vuole ritornare nella sua isola: l’ Isolachenoncè. Nel ricordarla incomincia a poco a poco a darle forma e tenta di trascinare Peter in questo suo gioco: riemergono così dalla memoria la nave dei Pirati, la laguna con le Sirene, gli indiani e Giglio Tigrato rapita da Capitan Uncino con l’ aiuto di Spugna, per costringerla a rivelare il rifugio segreto del suo più grande nemico: Peter Pan. E in questo susseguirsi di vicende l’ uomo e la bambina si abbandonano ai voli pindarici della fantasia dimenticando la fatica del ritmo quotidiano e riscoprendo il sapore del gioco. Catapultandosi da un personaggio all’ altro i due narrano le rocambolesche avventure dei tanti personaggi che popolano la storia. L’ uomo sembra dimenticare, almeno per un momento, il suo ruolo sociale e riscopre, attraverso il gioco fantastico, lo spirito della giovinezza e il piacere del lasciarsi andare in un luogo dove tutto è possibile. Peter e Trilly si riscoprono finalmente insieme, come due parti inscindibili di uno stesso pensiero, in cui uno alimenta ed è necessario all’ altro.
Il legame ritrovato continuerà a permeare il quotidiano, che pur con le sue regole, sarà vissuto con spirito diverso, più leggero, più sereno.

NENA
SPETTACOLO COMICO E POETICO
SPETTACOLO PER BAMBINI E FAMIGLIE, DOVE I PICCOLI SPETTATORI DIVENTANO, INSIEME ALL’ATTRICE, I PROTAGONISTI DELLA STORIA.
di e con Silvia Priori
scene e costumi: Teatro Blu
Musiche di Robert Gorick
Nena è una delle troppe ragazzine orfane che sempre più spesso si incontrano nelle strade delle grandi città. Fino a tarda notte la si vede girovagare nei vicoli, nei ristoranti, alla stazione. Vende fiori, collane, distribuisce tè ai passanti o lustra le scarpe per qualche moneta.
Il porto, la stazione, l’ aeroporto sono i luoghi che Nena predilige, perché sono i luoghi dove la gente si abbraccia, piange e sorride; sono i luoghi dove si respira l’ emozione, il cuore palpita più che mai, la vita è bevuta a lunghi sorsi.
Nena gioca con il suo pubblico, attribuisce ruoli ai suoi spettatori, li investe di una parte, li trascina in prima persona nel sogno e dà loro la possibilità di creare, di tuffarsi a capo fitto nella fantasia. E’ un continuo stimolo all’ immaginazione, insegna a colorare l’ invisibile, a creare forme nell’ aria, a sentire suoni e profumi inesistenti.
Vulcanica e divertente, dolce e soave, un po’ fata, un po’ eroe, si trasforma in svariati personaggi e dà vita a interlocutori immaginari. La sua fervida fantasia e la sua estrema positività contagiano inevitabilmente i suoi ascoltatori che finiranno per accettarla e ospitarla ognuna nella propria esistenza.
Alla noia e all’ insaziabile insoddisfazione dei bambini d’oggi che tutto vogliono e che tutto possiedono, Nena risponde con la sua disarmante semplicità sussurrando ai bambini che pur non possedendo giocattoli e televisione ci si po’ divertire con poche cose se si lascia libero sfogo alla fantasia…..un ombrello può diventare la tenda degli indiani, con una spazzola e un po’ di lucido da scarpe ci si può improvvisare abili parrucchieri…..
Gli spettatori diventano coprotagonisti della storia, i suoi compagni di viaggio e di gioco e con loro ricrea paesaggi e luoghi inediti scavando nel pozzo senza fine dell’ immaginazione…..

Ricordi di Viaggio
Da ” Il Piccolo Principe” di Saint – Exupéry
SPETTACOLO COMICO E POETICO PER BAMBINI E FAMIGLIE
con Simone Belli e Laura Zeolla
testo e regia: Silvia Priori
collaborazione alla regia: Roberto Gerbolès
Scene: Teatro Blu
musiche: Carlo Ferrari
costumi: Primavera Ferrari
Quante volte ognuno di noi ha letto il Piccolo Principe o ne ha fatto riferimento per carpirne i valori importanti che sottende?
Quante volte abbiamo ricordato a noi stessi o ad altri che “ non si vede bene che col cuore, l’ importante è invisibile agli occhi…”
Quante volte abbiamo trovato le risposte ai vuoti esistenziali o citato dei testi per trovare le giuste metafore per esprimerci al meglio.
Quante volte i libri ci hanno aiutato a dare sostanza ai nostri pensieri…
Il valore intrinseco dello spettacolo è permeato dal profondo significato del viaggio inteso come percorso di crescita nelle sue diverse tappe evolutive.
Ogni luogo conosciuto, ogni nuovo incontro è fonte di arricchimento, un insegnamento di vita che accresce la coscienza e il senso di responsabilità.
Il viaggio porta lontano dai luoghi in cui si nasce e si cresce ma arriva un momento in cui la memoria degli affetti legati al quel luogo affiora con forza e colora magicamente di poesia e di significato profondo le nostre radici, le relazioni e gli affetti.
” Ricordi di viaggio ” è una favola, un racconto nel racconto, il viaggio di una ragazzina attraverso mari e oceani alla riscoperta delle proprie radici.
LA TRAMA
Accadde tutto all’ improvviso…era sulla sua isola e come ogni mattina veniva svegliata dalle urla del suo pesciolino. Ma quella mattina si sentiva diversa, l’ isola l’ annoiava, e non aveva più voglia di giocare. Così con la sua piccola barca, se ne andò alla scoperta dei suoi mille perché, desiderosa di varcare nuovi orizzonti e di trovare l’ isola più bella.
Approdando su terre diverse, incontrò svariati personaggi, bizzarri e divertenti, ognuno dei quali lasciò una traccia indelebile nella piccola vagabonda. Ma nessuna di quelle isole era la più bella! Non lo era l’ isola del Vecchio Generale, né l’ isola dell’ Osteria e neppure l’ isola del Circo. Navigò a lungo senza trovarla finché scoprì che l’ isola più bella era proprio la sua. Lì c’ era qualcuno che l’ aspettava, qualcuno a cui rivolgere i suoi pensieri, le sue cure, qualcuno a cui si sentiva legata da un filo invisibile. Un pescatore, naufragato con la sua barca su un’ isola deserta, vide apparire all’ improvviso davanti a sé la ragazzina, ormai giunta al termine del suo peregrinare. ” Sono qui di passaggio, ho fatto un lungo viaggio e ora sto aspettando il vento giusto che mi riporti nella mia isola”. E mentre l’ uomo cuciva le vele e ricostruiva la sua barca, la ragazzina, con sorprendente vitalità, gli raccontò tutta la sua storia. Poi le due barche si allontanarono, cariche di dolci emozioni e di teneri ricordi. Ognuna verso la propria isola con il desiderio di riscoprire radici, affetti, per camminare nuovamente su quella stessa spiaggia su cui ancora sono conservate le tracce dei primi giochi, su cui ancora sono custodite le impronte dei primi passi.

GIULIETTA e ROMEO
DA UNO STUDIO SU “ROMEO E GIULIETTA” DI WILLIAM SHAKESPEARE
LA PIU’ BELLA STORIA D’AMORE MAI RACCONTATA!
Testo e regia di Silvia Priori e Roberto Gerbolès
Musiche di Robert Gorick
Scene di Teatro Blu
Costumi di Primavera Ferrari
In scena due anime, quella di Giulietta e di Romeo, che accanto al loro sepolcro tentano di risvegliare i loro ricordi e di ripercorrere a ritroso la loro breve e tumultuosa esistenza per carpirne i significati più profondi e per scoprirne le trame più nascoste. Una sorta di analisi retrospettiva in cui le due anime, rivivendo i momenti salienti della loro storia, cercano di trovare un perché alla loro tragedia, alle parole non dette, ai silenzi e alle paure.
Prende avvio un viaggio a ritroso nel passato, un volo tra ricordi e desideri inespressi, tra silenzi e urla represse, tra il rimorso e la voglia di ricominciare tutto da capo. Una messa in scena ricca di significati, situazioni e immagini in cui sono stati privilegiati il valore e la forza dei sentimenti: la passione e l’ amore innocenti, lo slancio generoso per viverli, la giovinezza, in contrapposizione con una società in crisi, ingovernabile e rissosa.
Gli adulti sembrano non poter risolvere i conflitti sociali attraverso la tolleranza, la generosità d’ animo e la maturità, così come le lotte familiari non possono essere sedate con la necessaria sensibilità e disponibilità umana.
Una pièce segnata da dolore, disperazione e morte, ma ricca di uno slancio vitale senza confronti. In una città operosa, vivace ed in movimento, nel fervore e nell’ eccitazione delle feste e dei banchetti, nella freschezza e nell’ anelito d’ amore dei due giovani, nella profondità e nell’ irruenza della passione amorosa di Romeo e Giulietta, si respira aria di vendetta, si percepisce l’ ombra nera dei presagi e dei pericoli, ed è evidente l’ inatteso smarrimento dei due innamorati che sentono insidiato il loro amore nascente dall’ odio che contrappone Capuleti e Montecchi.
L’ amore sorto improvvisamente come un fuoco lascia il posto alla sofferenza e alla morte.
E’ la non comunicazione tra le famiglie rivali e all’ interno delle famiglie stesse a generare conflitti irreparabili.
I Capuleti e i Montecchi non sanno che i loro figli si sono innamorati, gli amici di Romeo non sono stati informati del loro matrimonio, la famiglia si Giulietta non sa che lei non può sposare Paride perché si è già sposata con Romeo: nessuno sa niente! e infine anche i due amanti cadranno vittime della mancanza di comunicazione e Romeo, non sapendo che Giulietta sta dormendo e che non è morta , si ucciderà trascinando la storia in un finale drammatico e inaspettato.
Quello di Romeo e Giulietta è un amore che nasce per condannare gli eterni conflitti di potere, un amore che va oltre le convenzioni, oltre le imposizioni e gli interessi di parte.
Il messaggio che si nasconde dietro le trame di questa storia rispecchia le esigenze della nostra epoca come il bisogno di approfondire il significato del rapporto tra adulti e giovani attraverso la ricerca di nuovi codici di comunicazione.

UNIVERSI PARALLELI
Una conferenza – spettacolo comico
Creato in collaborazione con il Prof. Furia del Centro Astronomico Campo dei Fiori di Varese per avvicinare gli studenti alla conoscenza delle bellezze e della grandezza dell’ Universo
Con Roberto Gerbolès e Massimo Zatta
Testo e regia di Roberto Carlos Gerbolès
Aiuto regia: Silvia Priori e Massimo Zatta
Scene: Teatro Blu
Musiche: Carlo Ferrari
Costumi: Teatro Blu
Si parla di creazione e formazione dell’ Universo, della velocità della luce, del nostro sistema solare, di tutti i pianeti che lo compongono e della nostra amata Terra tanto In scena, due compagni di disavventure. Uno scienziato, in realtà un professore in decadenza amante dei misteri della vita e dell’ universo, è chiamato a tenere una conferenza sul cosmo.
Insieme a lui il suo tecnico, un eterno bambino cresciuto in un quartiere malfamato, dove il professore si ritrova suo malgrado. Il tecnico, affascinato dal sapere dello “scienziato”, lo convince a portarlo con sé in occasione di questa conferenza.
L’ assistente improvvisato, è l’ unico a tenergli compagnia e ad aiutarlo a sopravvivere in un quartiere dove la vita, se non diventa gioco, può diventare fatale. Lo scienziato e il tecnico, due universi messi a confronto: uno rappresenta una società proiettata verso il futuro, dedita allo studio, alla carriera, al progresso, l’ altro rappresenta una società frantumata, che lotta per la sopravivenza ed assapora la vita attimo per attimo, aggrappandosi alle piccole speranze che il quotidiano gli offre.
Durante la conferenza, il professore, nonostante una serie de imprevisti, riuscirà a parlare dell’ Universo, della sua vastità, delle infinite costellazioni, galassie, pianeti…che lo popolano. Spiegherà la stretta relazione che esisteva tra gli astri e le vecchie civiltà, come per esempio quella sumera o quella egiziana.
Ma poi cosa è accaduto? Come abbiamo fatto a dimenticare che apparteniamo a qualcosa di più grande, a qualcosa che va oltre la nostra piccola realtà?

LAGER
(DISPONIBILE DA GENNAIO 2017)
TEATRO D’ATTORE
La memoria dell’orrore! Uno spettacolo che racconta le terribili esperienze nel campo di sterminio nazista.
Ispirato a Se questo è un uomo di Primo Levi e Maus di Art Spiegelmen
Con Arianna Rolandi
Testo e regia di Silvia Priori
Musiche: Ludovico Einaudi
Scene Luigi Bello
Costumi: Sartoria Bianchi
Non si può dimenticare… non si deve dimenticare!
Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz, trovandosi di fronte a quello che sarebbe diventato il simbolo del nazismo e dell’Olocausto.
Nel 2000 il Parlamento Italiano scelse il 27 gennaio per celebrare il Giorno della Memoria nel ricordo delle vittime di quella tragedia.
Lager è un termine tedesco che indica i campi di concentramento e di sterminio, i campi di lavori forzati voluti da Adolf Hitler. Utilizzati dalla Gestapo per “confinare e rieducare”, in realtà i nazisti li adoperavano per la repressione degli oppositori politici a partire dal 1933 e successivamente vennero usati per la detenzione e lo sterminio degli ebrei e di altre categorie di indesiderati : zingari, omosessuali, apolidi e altre minoranze. Il governo tedesco dal 1933 al 1945, fece costruire 20.000 lager.
Dal 1933 al 1945 le vittime dei lager ammontano a circa 11 milioni di persone di cui 6 milioni di religione ebraica.
Lo spettacolo nasce dalla necessità di raccontare un pezzo tragico della nostra storia più recente, un momento pieno di ferite e pazzie laceranti ma anche il bisogno di ritrovare la forza degli affetti nella dimensione quotidiana, semplice ma non per questo banale. Raccontiamo una delle più grandi tragedie della storia umana: la Shoa.
Il 27 gennaio 2017 ricorre il settantaduesimo anniversario dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche. Quel campo e la sua storia sono diventati negli anni il simbolo della discriminazione e della malvagità a cui possono giungere le azioni e le idee umane, nonché un monito per le generazioni che son seguite.
Raccontare, ricordare, denunciare, avvertire, rielaborare il lutto, obiettivi perseguiti perché tutto questo non si ripeta mai più!

SHABBES GOY
Da uno studio su “Il Muro Invisibile” di Harry Bernstein
Teatro concerto con musica yiddish
in collaborazione con Moni Ovadia
Uno spettacolo contro il pregiudizio e le paure, uno spettacolo che parla di tolleranza e d’ amore. Gli attori sono accompagnati dal virtuosismo dei solisti dell’ Orient Express Ensemble e dalle sonorità malinconiche e appassionate dell’Est europeo.
Con
SILVIA PRIORI E ROBERTO GERBOLES, attori
FRANCESCA GALANTE, cantante
TAMAS MAYOR, violino
CIRO RADICE, fisarmonica
STEFANO RISSO, contrabbasso
NICOLA ZUCCALA’, clarinetto
COSTUMI: VITTORIA PAPALEO
DIREZIONE MUSICALE E ARRANGIAMENTI: CIRO RADICE
TESTO E REGIA DI SILVIA PRIORI E ROBERTO GERBOLES
Nella Torah è scritto che il mondo non può esistere senza miracoli e che la vita risarcisce ogni sciagura, ogni lutto con una nascita. C’ era una volta una strada come tante, ma solo in apparenza, perché al suo centro corre un muro invisibile: gli ebrei da una parte, i cristiani dall’altra. Due mondi con usanze, credenze, pregiudizi diversi si fronteggiano, quasi non fossero parte di un’unica realtà, quella della miseria. Si parla di una famiglia ebrea come tante: il padre, fuggito dai pogrom polacchi, lavora alle manifatture tessili, sperperando gran parte del suo salario al pub. La madre manda avanti la famiglia come può, ricorrendo a mille espedienti. La loro povera casa si allinea con altre simili su una strada di ciottoli di una cittadina industriale del nord dell’Inghilterra. La Prima guerra mondiale incombe, e con essa eventi che cambieranno per sempre la vita della famiglia, e quella della strada. Quando Lily, la sorella maggiore vince con il massimo dei voti una borsa di studio, il padre si oppone e la trascina con sé alle manifatture. Ma alla fine della guerra l’amore segreto per Arthur, un ragazzo cristiano, darà a Lily la forza di ribellarsi e di sfuggire a un destino segnato. Solo il figlio nato da questa unione negata sarà in grado di aprire una crepa nel muro, lasciando filtrare un raggio di luce.
TEATRO CONCERTO
Gli attori saranno accompagnati dal virtuosismo dei solisti dell’ Orient Express Ensemble e dalle sonorità malinconiche e appassionate dell’Est europeo. Un teatro concerto che vede impegnati due attori di Teatro Blu Silvia Priori ( diplomata alla Scuola d’ arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano)e Roberto Carlos Gerbolès (diplomato alla scuola del teatro Dimitri di Versoio – Svizzera) e alcune prime parti dell’Orchestra della Svizzera Italiana.

http://www.teatroblu.it/
info@teatroblu.it

Rispondi