GuerraFangoPace, in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale 1918-2018, Teatro Prova

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GuerraFangoPace, in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale 1918-2018, Teatro Prova

Messaggio da Admin » 11/06/2017, 11:17

GUERRAFANGOPACE

proposta spettacolo teatrale
per le scuole primarie e secondarie di I grado
in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale 1918-2018

Una guerra di cent'anni fa, fatta di eventi complicati, che cosa c'entra con i bambini? Perché raccontare loro la Prima Guerra Mondiale?
Abbiamo immaginato cosa sarebbe accaduto in un ipotetico incontro tra Clelia Pizzigoni - madre degli eroici fratelli Calvi - e un bambino dei giorni nostri, bullizzato dai compagni di scuola.
Clelia lo coinvolge in un gioco che assomiglia alla guerra
per scoprire che non esistono vincitori ma soltanto vinti.

Con Giusi Marchesi e Marco Menghini
Regia di Stefano Facoetti
Drammaturgia di Stefano Facoetti
Con la consulenza del Prof. Luca Catò
In collaborazione con l’Ecomuseo di Valtorta e l’Associazione Tutti giù per terra
Progetto selezionato da Regione Lombardia tra gli 8 migliori nell’ambito dell’Avviso Pubblico per la selezione di iniziative per la promozione e la valorizzazione del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale in Lombardia.
“Per fare la guerra occorrono i soldati, gli ufficiali che comandano, i generali che decidono. Ma, soprattutto, occorre creare un nemico.”

Una guerra di cent’anni fa, fatta da così tanti eventi complicati che cosa c’entra con i bambini?
Perché raccontare loro la Prima Guerra Mondiale?
In un argomento tanto ampio ci è venuta incontro una storia molto vicina a noi: quella di Clelia Pizzigoni, la mamma dei fratelli Calvi, eroi bergamaschi della Prima Guerra Mondiale.
La storia di questa donna rende accessibile la complessità della guerra e trasmette il senso del nostro messaggio: in guerra quelli che chiamiamo eroi non sono eroi invincibili e inarrivabili, ma persone che esprimono a pieno la loro umanità, qualità che permette di uscire dal fango della guerra per poter realizzare la pace.
Per queste ragioni abbiamo provato a immaginare cosa sarebbe accaduto in un ipotetico incontro tra Clelia e un bambino dei giorni nostri.
Il bambino ha difficoltà a portare pace nella sua esperienza: un gruppo di bulli lo molesta e lui di fare l’eroe e affrontarli proprio non ne ha voglia.
Clelia decide di coinvolgerlo in un gioco. Un gioco, quasi d’azzardo, che assomiglia alla guerra. Coinvolto in questo gioco che lo vedrà anche combattere sul fronte contro l’altro, il protagonista (e con lui gli spettatori) scoprirà che la guerra non ha vincitori, ma solo vinti.
Che l’eroismo non sta nella sopraffazione, ma nel riconoscere l’umanità, la propria e quella del nemico, e così aprire la strada alla pace.
Il protagonista uscirà da questo incontro surreale con Clelia con una prospettiva che supera la logica del conflitto, consapevole che la Prima Guerra Mondiale lo riguarda e ha qualcosa da dire al suo vissuto: ora sa come affrontare chi lo minaccia.
Non mancheranno espliciti richiami storici agli eventi che maggiormente hanno caratterizzato la Grande Guerra: dalle battaglie sul fronte Isontino a quelle sul fronte alpino, dalla disfatta di Caporetto alla battaglia di Vittorio Veneto, per finire con l’armistizio a Villa Giusti.
Le azioni dei personaggi saranno accompagnate dal linguaggio scultoreo della manipolazione dell’argilla. Questo elemento diventa immagine capace di rappresentare artisticamente le dinamiche della guerra. L’uso della creta crea un percorso che la trasforma da simbolo di sofferenza – il fango delle trincee – a materiale artistico in grado di instaurare relazioni fondate sulla comprensione reciproca, condizione necessaria per la pace.
Un altro linguaggio che ricorrerà più volte nello spettacolo sarà quello musicale: il canto come strumento evocativo, ma non solo.
Più volte, infatti, visitando mostre di reperti del primo conflitto, ci si può imbattere in piccoli strumenti musicali (armoniche a bocca, flauti…) che nelle trincee per i nostri soldati avevano un rilevante scopo consolatorio e di svago, per non parlare dei canti popolari, che allietavano i pochi momenti di tranquillità al fronte, rinvigorendo le anime di soldati da tempo lontani dal loro paese e dalle loro famiglie.
Corpo, parola, argilla, canto e musica: linguaggi diversi e strumenti accattivanti, permetteranno di trattare argomenti su piani disciplinari differenti, rendendoli accessibili a tutti.

Durata: 60 minuti circa
Età consigliata: II ciclo scuola primaria e secondaria I grado (8-13 anni)

IL TEATRO PROVA
Sala teatrale e Segreteria corsi
Via F.lli Calvi, 12
24122 BERGAMO (BG)
Tel. +39 035 225847
sangiorgio@teatroprova.com
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